Intervista a Michele Dal Corso, traduttore italiano di Mozilla Firefox

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Mozila Firefox 2 sta per uscire. Manca ormai davvero poco. Per l’occasione abbiamo voluto intervistare il localizzatore italiano del secondo browser più diffuso Michele Dal Corso, Buona lettura.

1) Ti chiediamo innanzitutto di presentarti ai lettori

Sono Michele Dal Corso, ho 29 anni, vivo a Parma, mi sto laureando in ingegneria informatica e lavoro come consulente per servizi web. Da un paio d’anni sono migrato del tutto a Linux. Solo alcune applicazioni irrinunciabili per il mio lavoro girano su Windows con Vmware dentro la mia Linux box. Tutto ciò che fa parte del web rientra nel mio ambito di lavoro, di passione e di studio.

2) Partiamo dal lato “italiano” di Mozilla Firefox, com’è formato il team di supporto e traduzione? Quale è il tuo ruolo precisamente nel gruppo?

Iniziai a far parte del team di traduzione di Mozilla ai tempi di delle primissime alfa di Firefox (allora si Firefox si chiamava Phoenix e il gruppo di traduzione MozDoesIT) come traduttore. In seguito, con l’avvio di altri progetti legati a Mozilla (Thunderbird, Sunbird, Camino, NVU, ecc.) il gruppo si è allargato e ha preso nuove forme, inizialmente come gruppo Mozilla Italia, successivamente come Associazione Italiana Supporto e Traduzione Mozilla.
Io sono il traduttore principale di Firefox, assieme a Francesco Lodolo che ne cura la guida. Sono anche presidente dell’Associazione e coordinatore delle attività di traduzione dei vari software Mozilla. I principali traduttori dei software fanno parte del direttivo dell’Associazione o ne sono soci, quindi partecipano direttamente alle nostre attività, incluse quelle di supporto che offriamo sul nostro forum.

3) Quando e come ti sei avvicinato per la prima volta a Mozilla Firefox?

Ero già un utilizzatore di Mozilla (allora si chiamava solo così, poi è diventato Mozilla Suite e ora SeaMonkey), ma non era il software adatto alle mie esigenze. Lessi nel 2002 di Phoenix su Mozillazine e ne vidi qualcosa di interessante. Iniziai da subito a usarlo, nonostante i suoi evidenti limiti. La possibilità di riordinare i pulsanti della barra degli strumenti mi sembrava una miglioria formidabile rispetto alla rigidità di Mozilla. Da allora non l’ho più lasciato.

4) Quanto ha contato nello sviluppo di Firefox il bagaglio di esperienza di Mozilla SeaMonkey?

L’insuccesso di Netscape 6 e 7, e di conseguenza di Mozilla, ha insegnato molto agli sviluppatori su come progettare l’interfaccia di un browser. Il nome iniziale “Phoenix”, Fenice, abbandonato per problemi di marchi, stava proprio a significare “il nuovo che nasce dalle ceneri del vecchio”. Ricordo la congiuntura del momento in cui nacque Phoenix: Netscape aveva appena chiuso i battenti, sbarazzandosi di Mozilla e creando la Fondazione. C’era molto scetticismo sul futuro dei software Mozilla: chi li avrebbe portati avanti?

5) La prima versione stabile 1.0 ha segnato il sorgere di un progetto, la 1.5 Deer Park ha segnato una conferma per il browser e ha continuato a segnarne l’espansione. In questa release si punterà più sull’innovazione o sulla stabilità? Tra le features di cui questo rilascio disporrà, quale ti sembra la più interessante?

Decisamente si punta alla stabilità. I circa 3300 bug sistemati e il grosso lavoro di ricerca e sistemazione dei memory leak ne sono la dimostrazione. Le funzionalità aggiunte sono marginali e per lo più affinamenti di altre già esistenti, non aspettativi quindi nulla di eclatante o ne rimarrete delusi. Personalmente trovo utili la possibilità che Firefox ricordi le pagine aperte nell’ultima sessione (non c’è quindi più la necessità di installare apposite estensioni) e la possibilità di gestire come meglio si crede i plugin di ricerca. Da notare il lavoro di riorganizzazione delle Opzioni, ora più accessibili e complete. Altre funzionalità, come i Microsommari dimostreranno col tempo la loro utilità.

6)Cosa ci aspetta nel futuro di Firefox?

Notevoli incrementi di performance nel rendering delle pagine. La struttura che sta alla base del rendering (Gecko) infatti è in fase di revisione approfondita. Alcune librerie grafiche di base sono in sostituzione e questo porterà alla risoluzione di numerosi bug in sospeso da parecchi anni. Altri campi di sviluppo riguardano l’interfaccia: il nuovo sistema Places mira a raccogliere cronologia e segnalibri in un unico sistema di ricerca avanzato, in modo da rendere semplici e veloci il recupero e la gestione delle informazioni.

7) Quale pensi sia l’aspetto che ha favorito la diffusione di Firefox in questi anni?

Firefox si è diffuso in modo stratificato, per motivi differenti a seconda di chi lo usa.
Fra gli utenti meno smaliziati direi che il motivo principe è che con Firefox non si prendono accidentalmente spyware, dialer, virus, ecc. durante la navigazione. Ho testimonianze dirette di persone inesperte che si sono scordate di aggiornare l’antivirus e l’intero sistema per mesi interi (una in particolare per 8 mesi) ma grazie all’utilizzo di Firefox il loro computer è rimasto perfettamente pulito.
Per chi invece mastica un po’ meglio l’informatica, il punto di forza di Firefox mi sembra il sistema delle estensioni: il fatto che siano così semplici da realizzare (bastano conoscenze di base di JavaScript e XML, nessun tool particolare) e da installare le ha fatte diffondere in modo vertiginoso. Ormai si trovano estensioni che semplificano la vita in qualunque ambito del web.
Per gli utenti Linux il pregio principale di Firefox è quello di potersi spostare a piacimento fra Windows e Linux senza pena. Per gli utenti Mac infine Firefox fa quello che Safari non sa fare: ad esempio utilizzare gli editor html visuali, ormai tanto diffusi nei CMS e nei blog…

8) Cosa ne pensi del panorama del software libero italiano?

Non mi limito al software libero, ma all’open source in generale. Penso che il panorama sia terribilmente chiuso. Solo piccole aziende di informatica si interessano, con profitto, al software libero. Purtroppo il fenomeno della pirateria, così forte nel nostro paese, esercita una concorrenza sleale nei confronti del software open: ancora troppe persone, soprattutto nelle aziende, scelgono di utilizzare un software pirata anziché un’alternativa open e gratuita. Quasi sempre per ignoranza, spesso per ottusità.
Purtroppo la pubblica amministrazione non aiuta e lì le resistenze al cambio di mentalità sono ancora più forti.
I segnali che vengono dal basso però sono incoraggianti e il fatto che in Italia il fenomeno dello sviluppo di software open source sia così diffuso non può che essere di buon auspicio.

Ringraziamo Michele per la disponibilità

Alla prossima

Saluti

Alex Palex

4 Risposte a “Intervista a Michele Dal Corso, traduttore italiano di Mozilla Firefox”


  1. 1 Giuseppe

    grazie Michele e compagnia per il vostro prezioso lavoro sinceramente Ten-Kiù :-)

  2. 2 Paolo

    Mitico!! Da quando e’ uscito, uso firefox!!! L’unica pecca e’ che con Java ogni tanto si blocca, ma basta riavvarlo e va che e’ una spada!! Buon lavoro a Te ed ai tuoi colleghi!!

  3. 3 Franz

    Bene.
    E grazie per il lavoro che fate.
    Mi stupisce molto però che non venga citato fra i pregi di Firefox il tabbed browsing. E’ proprio quello che ha spinto me e molti amici e conoscenti a lasciare nel dimenticatoio IE. Non so chi abbia introdotto per primo questa funzione, ma cero è Firefox che l’ha diffusa e resa accessibile a tutti.
    Saluti

  4. 4 Michele Dal Corso

    Forse è perché usavo la navigazione a schede (il tabbed browsing) da tempo in Opera e in Mozilla Suite (era nascosta, ma c’era), prima che Firefox venisse alla luce. Di conseguenza per me non è mai stato un elemento di particolare rilievo. Di certo Firefox ha migliorato il concetto di scheda, grazie soprattutto alle tante estensioni che fin da subito ne hanno esteso ampiamente le caratteristiche.

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