Intervista a Giovanni Venturi, sviluppatore KDE e resp. KDE-It

Salve, sono l’ingegnere Giovanni Venturi e mi occupo di KDE dal 2002. Ho dato il mio primo contributo a questo ambiente Desktop con le traduzioni. Ricordo ancora oggi quando leggevo il file inglese del manuale di kooka, un’applicazione KDE per la gestione dello scanner. Poi, con il passare del tempo, avendo una base di conoscenze di programmazione C/C++, mi sono spinto nel codice di KDE infatti ho corretto alcuni bug molto molto semplici in Konqueror e KMail e aggiunto una piccolissima funzionalità in KOffice 1.4Ecco un link(). Ho poi deciso di cominciare ad esercitarmi nella programmazione KDE creando una mia applicazione, ovvero KSniffer (www.ksniffer.org). Attualmente è in versione 0.2 alpha1 e avrebbe bisogno di un po’ di tempo in più che non ho. Ritengo che il miglior metodo per imparare a programmare per KDE sia la creazione di una applicazione, anche banale e non necessariamente qualcosa di nuovo da pubblicare da qualche parte. È un valido esercizio, si imparano tante cose, solo così si può davvero iniziare a dare una mano a KDE segnalando bug e inviando correzioni relative che chi di dovere approverà magari con ulteriori suggerimenti. Come sai, poi, sono responsabile del sito KDE Italia.

2) 10 anni fa nasceva KDE, ci puoi dire a chi e come è venuta l’idea di avviare questo ambizioso progetto?
L’idea è stata di Matthias Ettrich che il 14 ottobre del 1996 scrisse l’annuncio in un gruppo di discussione di programmazione, e dopo due anni circa di lavoro arrivò la versione finale di KDE 1.0, il 12 luglio del 1998. Ovviamente, col tempo, la gente che è entrata a far parte della comunità di KDE è tanta. All’inizio solo sviluppatori, quindi principalmente solo codice C/C++, poi con il tempo, i primi incontri, i primi meeting fino a quello svoltosi nella meravigliosa città di Dublino dove c’è stata interazione tra tutti i gruppi: regionali, traduttori, sviluppatori, promotori di KDE. Naturalmente la maggior parte degli sviluppatori è originaria della Germania, ma possiamo trovare gruppi anche in India, in Brasile, in Francia e in Italia, praticamente ovunque . Oggi Matthias Ettrich lavora per la Trolltech, e ricopre un ruolo importante nella società. Trolltech e KDE camminano parallelamente e cooperano. La miglior piattaforma di test per le librerie Qt, infatti, è proprio KDE. All’inizio le librerie Qt non erano rilasciate in GPL, così l’8 aprile del 1998 nacque il KDE Free Qt Foundation : si stipulò un accordo tra KDE e Trolltech. Quest’ultima autorizzava KDE all’uso di Qt per lo sviluppo con possibilità di rilascio del codice con una licenza libera. Poi l’accordo è stato rinnovato il 23 luglio del 2004, anche se già il 30 ottobre del 2000 le librerie Qt (con la versione 2.2) hanno aggiunto la licenza Open Source. L’accordo iniziale del 1998, in ogni caso, non poneva limiti di tempo, quindi il successivo rinnovo del 2004 non è stato altro che una dimostrazione di come l’impegno di Trolltech si sia rinnovato.

3) KDE ha ormai una lista lunga di rilasci alle spalle. Tutti gli sviluppatori si augurano che il rilascio migliore sia quello che sta per avvenire. Nella tua esperienza in KDE, quale ti è sembrata la release più azzeccata come nuove features ( esclusa la 4.0 che deve ancora arrivare )

Beh sicuramente la 3.5.5 dove si è raggiunto il massimo sforzo da parte degli sviluppatori. Pensa che Konqueror 3.5 è stato uno tra i primissimi browser a superare il test Acid2
( http://www.webstandards.org/act/acid2/test.html ), un test che dimostra una maggior aderenza nei confronti dello standard CSS2. Da questo punto di vista KDE ha sempre cercato nella sua filosofia di aderire agli standard, infatti per KDE 4 si è preferito sostituire DCOP
( http://www.kde-it.org/index.php?option=com_content&task=view&id=33&Itemid=5 ) in favore dello standard DBUS
( http://dbus.freedestop.org/ ). Inoltre nelle versioni di correzione della 3.5 si sono introdotte nuove funzionalità per far sì che l’utente finale fosse ripagato per la lunga attesa di KDE 4 che, se si considerano i tempi, sarà rilasciato dopo un anno e mezzo circa dall’uscita di KDE 3.5.0 . In questo ramo di versioni, infatti, si è un attimo messa da parte la regola di non introdurre nuove funzionalità
(http://www.kde-it.org/index.php?option=com_content&task=view&id=21&Itemid=2 ) al fine di mantenere la stabilità del desktop. In particolare ci si riferisce al passaggio di Kopete dalla versione 0.11.3 alla 0.12.3 da KDE 3.5.4 a KDE 3.5.5
(http://www.kde-it.org/index.php?option=com_content&task=view&id=49&Itemid=2 ). Naturalmente queste modifiche sono state ragionate, ovvero le applicazioni e le funzionalità aggiuntive sono state testate a dovere e non hanno indotto maggior instabilità nel sistema. Poi ogni distribuzione avrebbe rilasciato la nuova versione di Kopete indipendentemente dalle scelte di KDE rispetto all’inclusione o meno nei pacchetti standard, quindi alla fine non c’erano motivi per non premiare gli utenti.
Un altro motivo per cui la mia scelta ricade sulla serie 3.5 è che (in particolare nella versione 3.5.3), grazie a Coverity (http://scan.coverity.com), sono stati rimossi circa 800 bug e potenziali tali permettendo una grossa miglioria nel codice
(http://www.kde-it.org/index.php?option=com_content&task=view&id=21&Itemid=2).

4) E a cosa servono DCOP e DBUS?

Come spiegato nell’articolo su DCOP nella sezione articoli del sito di KDE Italia
(http://www.kde-it.org/index.php?option=com_content&task=view&id=33&Itemid=5 ), sono due tecnologie che permettono alle applicazioni di comunicare tra di loro. DCOP è stata creata dalla squadra di sviluppatori di KDE sin dagli albori del progetto, mentre DBUS è stata promossa da FreeDesktop.org e si comporta analogamente. La differenza sta nel fatto che DCOP è esclusiva di KDE, quindi permette solo ad applicazioni di KDE di comunicare con altre applicazioni di KDE, invece DBUS è uno standard, quindi permette di far comunicare due applicazioni che rispettano entrambe detto standard. DBUS quindi non si limita a KDE, ma si estende più in generale permettendo di far comunicare due applicazioni di due Desktop diversi che rispettino detto standard (per esempio KDE e Gnome).

5)Com’è nato KDE-it? Da quanti membri è composto lo staff? In cosa consiste in pratica il vostro lavoro?

Il sito di KDE Italia è nato da una mia “poco felice” idea. Avevo in mente da tempo che bisognava creare un sito di riferimento per utenti e per sviluppatori italiani. Erano due anni che ci pensavo, che raccoglievo idee e pareri, poi mi sono detto: “Se non si comincia al più presto allora non lo si farà mai”, convinto che poi l’aiuto più volte richiesto sarebbe giunto. Perché mantenere un sito, qualunque sito, da soli è un lavoraccio perché porta via molto tempo. Sembra una cosa banale, ma mettersi a scrivere anche una notizia da poco e inserirla ha bisogno di tempo. Questo per esempio è il motivo fondamentale perché sul sito non esiste un forum. Serve un impiego di almeno 3-4 persone e tanto tempo. Oggi giorno devi fare attenzione alla gente che va litigando sui forum, a quello che scrivono, allo spam che arriva tutti i giorni, devi avere chi si intende delle cose per poter rispondere a chi chiede aiuto, quindi non ci sono le condizioni per allestire il forum. Attualmente sono solo io il responsabile principale e qualche volte ho l’aiuto di altri traduttori di KDE per gli annunci di Amarok, KDE, KOffice, qualcun altro ha detto che darà una mano e comunque si spera che si aggiunga qualcun altro ancora. Di cose da fare ce ne sono. Alla fine il contributo può essere anche minimo. Se si è in tanti non si è obbligati a dedicare molto tempo. Ci sono un paio di sezioni che dovrebbero nascere quanto prima perché sennò chi consulta il sito potrebbe convincersi dell’inutilità dello stesso, ma mi richiede un attimo di organizzazione e tempo in più. Quindi diciamo che al momento io e Nicola ci occupiamo della promozione di KDE tramite gli annunci dello stesso e l’invio dei comunicati stampa, poi ci sono Luciano e Andrea che dovrebbero dedicare un po’ del loro tempo appena possono. Il sito nasce per far sì da dare in Italiano gli annunci importanti di KDE, per mettere a disposizione articoli su KDE, recensioni di applicazioni e materiale sullo sviluppo dello stesso. Nella sezione articoli infatti sono presenti: un articolo in due parti su DCOP, uno (sempre in due parti) che tratta di Konqueror 3.5 e una recensione di KMPlayer. Chiunque voglia dare aiuto può mettersi in contatto tramite la sezione relativa “Contatti”, presente nella barra in alto del sito (http://www.kde-it.org/index.php?option=com_contact&Itemid=3). Ognuno può inviare recensioni sulle applicazioni di KDE, articoli, magari tutorial. Una cosa molto gradita sarebbe il riscontro sugli articoli, infatti alla fine non si sa mai quante persone hanno apprezzato e letto davvero l’articolo. Anche aiuti economici sono ben accetti visto che il server è dedicato e costa un bel po’. Sul sito c’è la possibilità di donare con PayPal. Non bisogna strafare, anche pochi EUR vanno bene.

6) Ci puoi spiegare di preciso cos’è l’aKademy e che bilancio si può fare per l’edizione di quest’anno?

L’aKademy non è altro che la riunione annuale che si fa insieme a tutte le persone che contribuiscono a KDE: traduttori, sviluppatori, promotori, persone che scrivono la documentazione, artisti che creano le icone e i temi di KDE, semplici utenti che desiderano apportare un contributo maggiore rispetto al solo segnalare bug o le volute nuova funzionalità. Quest’anno ci sono state circa 150-200 persone all’aKademy e circa un centinaio sono i membri del KDE e.V. (naturalmente non erano presenti tutti), inoltre quest’anno si sono organizzati molti “BOFH”, in pratica delle sezioni di discussione su argomenti vari: dalle nuove caratteristiche che già sono in KDE 4, a quelle che vi saranno, discussione sulla promozione di KDE attraverso il riscontro sulla stampa, la presenza agli eventi di Software Libero più importanti. Io per esempio ho tenuto un BOFH sull’organizzazione dei gruppi regionali, ovvero sulla possibilità di avere un tema comune per i vari siti regionali di KDE (Italia, Francia, Spagna, …) sulla possibilità di collaborare scambiando idee e riscontri sulle manifestazioni indette nel proprio paese dove si è presentato KDE. A chi non ha mai partecipato consiglio vivamente di farlo. Non si parla solo di codice, di KDE, ma si conoscono tante persone fantastiche, ci si confronta, si pranza e cena assieme, ci si diverte, si visita l’Europa e ci si integra meglio in questa grande comunità. L’aKademy 2007 si terrà tra il 30 giugno e il 7 luglio nella città più grande della Scozia: Glasgow .

7) Tanta enfasi e tanta attesa si è creata attorno a KDE4. Tre parole Phonon, Solid e Plasma. Allo stato attuale dello sviluppo, cosa ci sai dire di queste tre grandi novità?

Phonon è un progetto che permette, a livello di codice sorgente, l’utilizzo semplificato della multimedialità nelle applicazioni. Allo stato attuale Phonon è già presente nelle librerie di KDE 4, ma le applicazioni di multimedia ancora non fanno uso delle sue API.
Solid invece permetterà l’astrazione nei confronti dell’hardware presente sul sistema usato senza che chi scrive particolari applicazioni che accedono all’hardware del sistema debba conoscere il sistema operativo sottostante (Linux, FreeBSD, MacOS X, …). Anche le API di Solid sono presenti nelle librerie di KDE 4, ma applicazioni che ne fanno uso ancora non ce ne sono. Per fare un esempio, un’applicazione di controllo del livello energetico della batteria del portatile userà Solid per accedere a tali informazioni.
Plasma porterà un nuovo concetto di Desktop fondendo insieme Kicker, KDesktop e (Super)Karamba, inoltre supporterà la Dashboard di MacOS X. In pratica si avranno degli elementi grafici che possono essere posizionati sul desktop e detti elementi possono essere script, quindi non si userà solo C/C++ per creare gli elementi grafici ma anche linguaggi come JScript, Python, …

8) Ultimamente sembrava essere GNOME forte di tanti finanziamenti ad essere un po’ più avanti rispetto a KDE. Con la scelta di Mr. Ubuntu Mark Shuttleworth di finanziare copiosamente KDE e con questa release 4 sembra rialzare la testa. Tu cosa ne pensi?

Penso che l’aiuto economico sia un fattore importante anche perché con l’aumento degli accessi ai server, con l’aumento delle persone che contribuiscono, con la creazione del gruppo di promozione di KDE e con tutto quello che c’è da fare è importante anche il lato economico, e avere come primo patrono di KDE Mark Shuttleworth non può fare altro che piacere. La prima volta che l’ho visto è stato all’aKademy 2005 a Malaga, dove raccontò della sua esperienza con Ubuntu. Per quanto riguarda l’essere avanti non è precisamente così in assoluto. Cioè, quando KDE vede una cosa buona in Gnome cerca subito di realizzarla e magari di farla meglio e così succede per gli sviluppatori di Gnome, alla fine si collabora, si usano standard e quindi si riesce a tirare fuori il meglio per entrambe i Desktop e per il gradimento degli utenti, o almeno si spera.

9) Allo stato odierno quali sono i maggiori pregi e i maggiori difetti che si possono riscontrare usando KDE?

I pregi? Beh, la forte integrazione di tutte le applicazioni KDE nell’ambiente. Ciò porta per esempio alla comunicazione tra le applicazioni con il DCOP per la serie di KDE fino alla 3.5 e con DBUS da KDE 4 in poi. Altro pregio è la trasparenza di rete, volendo, per tutte o quasi le applicazioni di KDE. Poi c’è KOffice, una suite Office leggera e integrata in KDE e che supporta come standard il formato Open Document. Per non parlare di Konqueror che non è un semplice browser, ma è molto di più. Potrete trovare un articolo in due parti che parla di Konqueror proprio nella sezione “Articoli” di KDE Italia .
Particolari difetti in KDE non ne vedo. Molti lamentano la lentezza nell’avvio di KDE oppure quando usano un’applicazione KDE da un altro desktop. Il fatto è che essendo le applicazioni ben integrate in KDE, hanno bisogno dell’ambiente stesso per funzionare e quindi devono caricare una serie di cose, come il server DCOP, ecc… che impiegano un certo tempo, quindi se le applicazioni fossero usate direttamente in KDE tale ritardo non si riscontrerebbe in quanto l’ambiente è già in esecuzione. Forse quello che è un po’ carente in KDE sono le applicazioni di rete. Mancano infatti client per le VPN, una migliore gestione per le connessioni wireless. Forse se vogliamo manca anche la possibilità di configurare facilmente tutte le impostazioni del sistema sottostante (Linux, *BSD, …), ma molte migliorie si sono avute, inoltre con i suggerimenti del gruppo accessibility di KDE si stanno riorganizzando finestre di dialogo e menu in modo da rendere tutto KDE più accessibile e intuitivo agli utenti, così come lo è attualmente MacOS X.

10) Cosa pensi del panorama GNU/Linux italiano e del Linux Day del 28 ottobre dove ci dovrebbe essere una partecipazione ancora maggiore degli anni passati?

Secondo me nel panorama GNU/Linux italiano non vedo molti sforzi per unire le forze e cercare di offrire la vera conoscenza informatica a tutti gli utenti di un personal computer. Questa è una mia opinione e come tale è opinabile e non è assoluta. Eppure gruppi rappresentativi ce ne sono. Secondo me uno di questi è a Roma. Si pensi che nel 2005 il LUG Roma ha avuto una fortissima partecipazione di utenti, credo il numero più alto di tutta Italia, poi hanno organizzato la LUG Conference con l’intento di unire gli sforzi di tutti i gruppi di utenti Linux d’Italia. Ed è una cosa che gli va riconosciuta. È questo il modo giusto di diffondere Linux. KDE Italia ha dato la propria collaborazione al gruppo romano partecipando al Linux Day 2006 con «La Sapienza» LUG. In ogni caso quest’anno il Linux Day ha avuto una risonanza internazionale
(http://community.linux.com/community/06/11/01/2048226.shtml?tid=53&tid=19 ).

11) Quale il tuo più grande sogno in ambito GNU/Linux?

Non ho un sogno specifico in questo ambito. Mi piacerebbe solo che i produttori di hardware rilasciassero le specifiche per avere il loro hardware funzionante anche per Linux e *BSD senza che ogni volta bisogna fare una approfondita ricerca sul prodotto che bisogna acquistare, visto che questo potrebbe scoraggiare la gente a passare a Linux. In fondo è un diritto del consumatore. Quando si acquista un prodotto lo si deve poter utilizzare in tutto e per tutto su qualsivoglia sistema operativo perché si deve capire che non esiste solo e soltanto il sistema operativo commerciale, che poi modifica gli standard a suo piacimento come se nulla fosse gettando al vento gli sforzi di chi ha messo insieme un protocollo o una serie di direttive proprio per evitare di vincolare gli utenti in specifiche direzioni e a specifiche aziende. Se viene creato uno standard ci sarà un valido motivo e se una azienda si ritiene superiore a chi crea lo standard secondo me sarebbe giusto che i consumatori non acquistassero più i prodotti di detta azienda. Il problema è che alle masse questo discorso non tocca più di tanto.

Salutiamo e ringraziamo Giovanni

Alla prossima

Alex Palex

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