Proseguiamo il nostro giro di interviste, questa volta pubblicandone una realizzata con un “uomo di codice” italiano che si è impegnato nello sviluppare una distribuzione nel nostro bel paese. Se avete da porre qualche domanda nei commenti, penso che quando Fabrizio avrà tempo vi risponderà volentieri.
Buona Lettura
Ti chiedo di presentarti ai nostri lettori
Ciao a tutti i lettori, mi chiamo Fabrizio Balliano e nel “lontano” 2003, con il mio socio Andrea Giardina, ho fondato CreaLabs (http://www.crealabs.it). Il nostro obiettivo, in parte già raggiunto con buoni risultati, è quello di dimostrare che si può fare business con il software libero. Non mi fraintendere, non in semplice veste di utilizzatori, ma partecipando attivamente alla comunità e rilasciando progetti aperti e gratuiti, con vantaggi sia per noi che per la comunità del software libero.
Quali motivi hanno spinto te e il tuo team a sviluppare una distribuzione per Ufficio?
Tutto è partito come un esperimento, volevamo creare curiosità nei confronti di Linux da parte dei possibili utilizzatori “non informatici” della nostra nazione. Quindi mostrare un Linux vicino agli utenti meno esperti e soprattutto in italiano, completo di tutte le applicazioni necessarie per l’utilizzo quotidiano ma facile come inserire un cd nel lettore, senza dover configurare assolutamente nulla.
Ci puoi riassumere le caratteristiche di UfficioZero?
Una breve lista:
basata su Ubuntu Dapper
live cd con possibilità di installazione su disco rigido
completa dei pacchetti di localizzazione italiana
Ma quello che ci distingue dalla Ubuntu è: un set di programmi lievemente diverso (cercando di semplificare la scelta all’utente) rilevazione/gestione dei proxy migliorata (patch che è stata rimossa nella 0.8 perché la problematica è stata risolta anche in Ubuntu) menù dei programmi semplificato (anche a livello di nomenclatura software) automatico: un piccolo software per installare nuovi programmi (flash player, java, codec e altro) in maniera semplice e soprattutto limitando la scelta a pochi software da noi selezionati (al contrario di gnome-app-install che contiene centinaia di programmi che possono confondere). Insomma cerchiamo di rendere tutto più facile a chi Linux non lo conosce, un piccolo esempio, un nuovo utente non può sapere cos’è “evolution”, così noi lo abbiamo semplicemente rinominato “posta elettronica”. Una nuova entrata è UfficiosaMente (http://www.ufficiosamente.it), la community degli utenti di Ufficio Zero, dove ogni utente può pubblicare infiniti blog/foto e video gallery. La particolarità è l’integrazione con l’ambiente desktop (lavoro appena iniziato in Ufficio Zero 0.8), che permetterà all’utente di pubblicare testi/immagini/video sul suo spazio personale su Internet semplicemente con un paio di click sul suo desktop. Speriamo che questa innovazione che non abbiamo riscontrato in altre distribuzioni possa limare la barriera tra desktop e web.
Nell’ultima versione siete passati da ArchLinux a Ubuntu come base per UfficioZero, quale motivi sono alla base di questa migrazione?
Ormai è diventata la penultima
I motivi sono stati diversi:
Arch è una distribuzione che amiamo e supportiamo (la community Arch Linux Italia è stata creata ed è da noi ospitata) ma è stata creata per “power users”; ci siamo resi conto che non potevamo andare oltre un certo livello di facilità per l’utente continuando con Arch.
Ubuntu è molto conosciuta, avere il marchio di Ubuntu in Ufficio Zero avrebbe infuso maggiore sicurezza nei nuovi utenti.
Ubuntu merita il nostro pieno supporto per il grande lavoro che sta svolgendo, per questo vogliamo promuoverla e se possibile aiutarla.
Ubuntu ci ha permesso di fare un grande salto in avanti in termini di facilità per l’utente e inoltre ci assicura un veloce sviluppo di nuove features.
Su quanti membri può fare affidamento il tuo team? Su quale aspetto della distribuzione lavorate maggiormente?
Il progetto è totalmente interno a CreaLabs e sviluppato solo da me e Andrea, anche se due persone possono sembrare poche (soprattutto perché non è l’unico progetto libero che seguiamo) ma in realtà il lavoro che permette a una Ubuntu di diventare UfficioZero non è così oneroso, sicuramente gestibile da un piccolo team, anche perché non vorremo mai creare un vero fork (cosa che personalmente ritengo deleteria e comunque troppo dispendiosa) ma andare a effettuare alcune modifiche a un sistema Ubuntu al fine di renderlo più adatto alle esigenze dei nostri utenti.
Cosa pensi a proposito del panorama di distribuzioni di GNU/Linux? Ubuntu è veramente egemone e in cosa consiste la sua forza?
Ci sono secondo me due punti di forza di Ubuntu, il primo è la grande disponibilità economica con cui è partito il progetto, disponibilità che ha permesso un grande e veloce sviluppo, il secondo è la trasparenza. Ubuntu è e sarà sempre libera, non vi saranno mai versioni a pagamento (così come si può leggere sul sito ufficiale), questo infonde grande fiducia negli utilizzatori e soprattutto negli sviluppatori, quelli cioè che passano le notti per aiutare il progetto e a cui giustamente non piace l’idea che il proprio lavoro possa essere venduto.
Ultimamente ci sono delle polemiche attorno a Ubuntu e l’introduzione dei driver proprietari, attendo ancora qualche sviluppo per esprimermi ma fino ad ora non ho mai avuto motivo di dubitare di Ubuntu, quello che stanno facendo è tanto nobile quanto difficile e può esserci bisogno di qualche scommessa o di qualche rischio.
Quali sono gli obiettivi futuri per UfficioZero?
Lo scopo resterà sempre lo stesso: far avvicinare nuovi utenti a Linux partendo qui dall’Italia. Dal punto di vista tecnico, a breve termine, ci sarà una maggiore integrazione di UfficiosaMente e una nuova release di “Automatico” (il piccolo programma per installare componenti aggiuntivi).
E’ anche possibille che le differenze tra Ubuntu è Ufficio Zero si riducano in futuro perché alcune delle nostre idee sono già state riportate all’interno del progetto principale e speriamo che questo avvenga ancora e ancora dimostrando che avevamo avuto una buona intuizione!
A lungo termine non ho ancora una previsione, sono anni di forte cambiamento ed espansione per il nostro amato pinguino, quindi dobbiamo costantemente metterci in gioco e reinventarci ogni pochi mesi, rivediamoci tra qualche mese
Cosa ne pensi del panorama Linux italiano?
Vorrei estendere il parere a tutto il panorama del software libero italiano… sono positivamente impressionato dalla quantità di buoni progetti nati nel nostro paese ma sono molto critico perché vedo pochissima collaborazione tra i progetti. A volte sembra quasi una guerra dove un progetto vuole vincere sull’altro piuttosto che lavorare entrambi per un unico scopo. Noi stessi come CreaLabs ci siamo trovati più volte in mezzo a battaglie simili, in un caso abbiamo deciso di chiudere un nostro progetto (Knoppix Italia, http://knoppix.crealabs.it/) in favore del sito http://knoppixitalia.org/ nato successivamente; oppure di crearne uno (TinyFCK, http://p4a.sourceforge.net/tinyfck) un po’ provocatorio in quanto semplice unione di due progetti esistenti. Vorrei veramente vedere più cooperazione perché credo sia il modo migliore per promuovere e migliorare la filosofia che ci spinge a fare quello che facciamo.
Da sviluppatore e utilizzatore di GNU/Linux cosa ne pensi del caso Novell/Microsoft?
E’ un discorso veramente complesso, purtroppo non ho ancora avuto il tempo per leggere i dettagli dell’accordo, voglio un pochino difendere Novell che comunque è impegnata nella promozione di Linux ad alto livello, posso anche pensare che un’accordo come questo potrebbe anche portare a maggiore integrazione tra i due mondi Linux/Windows però… io non l’avrei mai firmato e sicuramente non promuoverò Suse in futuro e sicuramente spero che “mono” venga rimosso da gnome (integrazione che non avrei voluto vedere).
Questo perché il software libero deve rimanere libero in tutto e per tutto.
Cosa vorresti nel futuro di GNU/Linux e del software libero?
Due grandi cose:
una forte sensibilizzazione di tutti verso la comprensione di cos’è la filosofia del software libero e verso la comprensione delle problematiche relative ai brevetti software e software e problematiche affini (leggi DRM)
un’adozione TOTALE di software libero e soprattutto FORMATI liberi nelle pubbliche amministrazioni, potremmo discuterne per ore ma io credo che porterebbe benefici su moltissimi fronti (in primis economia locale e sviluppo degli stessi progetti liberi)
Vorrei chiudere con una provocazione: spero che i sistemi anti pirateria migliorino sempre e diventi impossibile utilizzare copie non regolarmente acquistate di Windows, Office ecc… ci sarebbe un bel po’ di movimento…
“Vorrei chiudere con una provocazione: spero che i sistemi anti pirateria migliorino sempre e diventi impossibile utilizzare copie non regolarmente acquistate di Windows, Office ecc… ci sarebbe un bel po’ di movimento… ”
come che a redmond non si sappia! come mai e’ piu’ facile masterizzare windows che un giochino qualsiasi?
Bella contro-provocazione, effettivamente è vero anche se probabilmente le cose con vista cambieranno…. Quello che tu dici mi sembra anche lo stesso fatto che coinvolgeva i giochi per la PS1 e forse oggi anche quelli per la PS2? Non sono informato ma mi ricordo che allora giravano vermamente tante versioni pirata, purtroppo io mai avuto una PS…
@carlo: ho volutamente evitato di dire quello che affermi tu per essere politicamente corretto :))) volevo avere l’effetto di una provocazione doppia…
innanzitutto complimenti a Fabrizio per il progetto e per i suoi obiettivi.
Sono tittolare di una piccola realtà e da un po’ di tempo cerco di liberarmi dei prodotti di Zio Bill, ma non essendo un esperto faccio un po’ fatica. Quindi ben venga un progetto tutto italiano che renda possibile e semplice l’utilizzo di software libero per la gestione completa di un ufficio, con server, fax, ftp ecc…
Se posso dare un consiglio, proprio da utente inesperto, credo che le esigenze principali siano la semplicità, ma anche il supporto: questo secondo aspetto mi sembra poco “sentito”, quindi perchè non creare un vero forum sul vostro sito, o ancora meglio creare una sezione dedicata su ubuntu-it.org? Se poi il vostro sistema fosse rinominato in UZUbuntu (come KUbuntu, EDUbuntu ecc..) la visibilità sarebbe immensa (sono venuto a conoscenza del vostro lavoro su Wikipedia).
Se in più ci fosse la possibilità di “configurazione remota” (a pagamento) da parte di un tecnico esperto sarebbe perfetto.