Ecco l’intervista allo staff del noto progetto didattico dedicato a GNU/Linux e all’informatica, a proposito del loro passato, degli obiettivi raggiunti e del loro futuro.
1) OilProject, cosa c’è da sapere sulla vostra storia?
Oilproject è nato nel settembre del 2004. Eravamo un gruppo di
ragazzini sognatori intenzionati ad organizzare lezioni gratuite di
informatica accessibili a tutti.
Le lezioni, all’inizio, si tenevano su IRC in maniera unicamente testuale.
Da allora tante cose sono cambiate, ma le due rivoluzioni più
significative sono state il passaggio da lezioni scritte a vocali e
l’entrata nello staff, anche in veste di tutors, di una serie di
specialisti e professioni che, oggigiorno, garantiscono la qualità
delle nostre lezioni.
2) Quale motivo, sempre che possiate dirlo, vi ha spinto a scegliere
questo nome per il vostro progetto?
Oil è un acronimo e sta per [O]pen [I]nformatic [L]essons.
L’aggettivo ‘informatic’, rimanga fra noi, in realtà non esiste.
L’amico che ha inventato il nome, come vedete, non era ferratissimo in
inglese…..
3) Ci potete descrivere in breve tutte le vostre finalità?
L’obiettivo del progetto è quello di contribuire alla diffusione della
cultura informatica tra i giovani, facilitando l’apprendimento nella
fase iniziale di avvicinamento alla materia con lezioni vocali tenute
da appositi tutors.
Pensiamo che anche nell’apprendimento di materie come quelle
informatiche sia molto piu’ stimolante e piacevole imparare in gruppo,
con un tutor che chiarisca i nostri dubbi e un compagno di classe che
ci aiuti a rafforzare le nostre conoscenze e ci racconti la sua
esperienza.
4) Su quali argomenti si focalizzano i nuovi corsi che partiranno
domenica 25 febbraio?
Richiesti a gran voce, verranno tenuti un corso completo di Linux e un
corso completo al linguaggio di programmazione web Php.
Avranno luogo anche lezioni tematiche: si parlerà di Web Accessibile e
Web semantico, sistemi di database, Software Libero e Open-Source,
cultura hacker, sistemi di rilevamento delle intrusioni (IDS),
programmazione sicura in C e degli attacchi DoS.
Assisteremo inoltre a lezioni organizzate in collaborazione con altre
community: lo staff di Free Software Foundation Europe parlerà della
nuova licenza Gpl 3, quello di no1984.org ci sensibilizzerà riguardo
alla minaccia del Trusted Computing, quello di RadioLinux.info terrà,
in maniera sperimentale, una trasmissione radiofonica in diretta su
Oilproject e, infine, uno sviluppatore KDE ci parlerà della versione
4.0 del celebre desktop manager.
5) Come avvengono “tecnicamente” i corsi? Come vengono reperiti i docenti?
Le lezioni avvengono contemporaneamente su due piani, quello vocale e
quello scritto.
Il tutor parla agli alunni attraverso l’applicazione freeware
Teamspeak, che anche gli alunni devono installare. Allo stesso tempo
gli studenti utilizzano una webchat presente sul nostro sito per porre
domande al docente. Nella webchat è anche presente un lavagna
virtuale.
Per maggiori informazioni sul funzionamento, vi consiglio di visitare
http://www.oilproject.org/HowDoesItWork
I docenti sono volontari che hanno contattato lo staff chiedendo di
insegnare. Dopo aver verificato le loro competenze e aver stabilito
una scaletta del corso, si organizza la lezione vera e propria.
6) Parlateci dei vostri progetti futuri. Sono in vista innovazioni
significative?
Una delle novità del nuovo palinsesto riguarda gli argomenti delle
lezioni: a dicembre abbiamo fatto un sondaggio tra i nostri studenti
chiedendo loro quali tematiche avrebbero preferito, e abbiamo quindi
organizzato le lezioni seguendo fedelmente le loro preferenze.
Insomma, le nostre sono vere e proprie “lezioni gratuite a misura di studente”.
Per il futuro, abbiamo in progetto l’apertura di un blog non
convenzionale chiamato Shannon. Presto vedrete di cosa si tratta.
7) Quanto considerate informatizzato il panorama GNU/Linux italiano?
Dove il software libero non si è ancora diffuso, ma ha le potenzialità
per farlo?
In relazione all’esperienza quotidiana di Oilproject, mi sembra che in
Italia si utilizzino sempre di più applicazioni identificabili come
Software Libero, ma che il grande salto ad un sistema operativo libero
come GNU/Linux sia tutto sommato ancora raro.
Insomma, la gente utilizza Firefox, OpenOffice, Apache, Gimp, ma
preferisce usufruire delle loro features su piattaforma Windows,
piuttosto che imbarcarsi in una migrazione radicale e rischiosa
installando GNU/Linux.
Sono molto ottimista invece per quanto riguarda le pubbliche
amministrazioni: negli ultimi sei mesi mi sono sembrate sempre più
diffuse le intenzioni ad aprire la propria gestione al mondo del
Software Libero.
Dopotutto, chi deve professionalmente valutare i pro e i contro dei
vari possibili software che il mercato offre non può ignorare il
valore di alcune soluzioni alternative che ci stanno tanto a cuore.
Cosa manca ancora davvero a GNU/Linux per sfondare in ambito Desktop?
Potrei rispondere senza cadere in errore parlando di problemi inerenti
la multimedialità, la videoludica, o magari il supporto driver di
alcuni hardware, ma forse quello che manca davvero è un po’ di
coraggio da parte degli utenti.
Francia, Germania e Regno Unito sono molto più avanti e, sinceramente,
non vedo perchè noi dovremmo essere da meno.
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