La proposta di Mark Shuttleworth, fatta all’Akademy di Glasgow l’altro ieri, di rilasciare le versioni normali di KDE ogni sei mesi in corrispondenza di regolari rilasci di GNOME e OpenOffice.org ha avuto certo seguito nella comunità di sviluppatori, dando origine a un intenso dibattito.
Ieri, avevamo riportato l’idea di Ian Monroe, sviluppatore di KDE riguardo a questa vicenda. Oggi, su questo fatto è intervenuto un altro importante sviluppatore di KDE, membro del “Board of Directors”, Sebastian Kuegler.
Lo sviluppatore olandese, che ha già collaborato attivamente con Canonical ( azienda detentrice di Ubuntu), ha sostenuto che, essendo KDE4 un grande cambiamento, nelle prime settimane gli sviluppatori dovranno essere veloci nel rilasciare snapshot, al solo fine di tappare gli eventuali, probabili e numerosi bugs che si verificassero. Tale necessità porterebbe dunque il team di KDE, a fare rilasci freuqenti, anche ogni 6,8 settimane, nel primo periodo.
Proseguendo, Sebastian si è interrogato se per esempio, al fine di rispettare il rigido schema di rilasci “i developers” sarebbero disposti a rinunciare all’introduzione di nuove features ancora immaturo.
Kuegler, dunque, è stato molto critico con la proposta di Mr Ubuntu, e nella seconda parte del suo post ribadisce le sue perplessità. Egli, infatti, “denuncia” come già nel passato di KDE3, il Desktop Enviroment sia stato rilasciato in modo del tutto ciclico ( salvo alcune rare eccezioni per motivi di sicurezza ) e quindi il problema di rilasci non sussista attualmente.
Quello che bisognerebbe invece fare secondo Kuegler, per risolvere il vero e spinoso problema di KDE negli utlimi anni, (cioè di essere sponsorizzato e diffuso) è quello di affiancare una TODO list ad ogni rilascio. In sintesi, fissando obiettivi specifici prima di ogni rilascio, a detta dell’Olandese, s’incoraggerebbero gli aiuti esterni affinchè le features necessarie siano pronte il prima possibile, per poter rendere pubbliche le release quanto prima.
Pietra tombale sulla questione dei “rilasci” contemporanei di GNOME e KDE, Sebastian la pone sostenendo la totale inadeguetezza di questo tipo di scelta dal punto di vista commerciale perchè significherebbe una minore attenzione della stampa, che sarebbe concentrata solo in unico periodo comune ogni semestre.
Il testo integrale e in inglese è reperibile a questo indirizzo
Lo scetticismo verso la proposta del N°1 di Canonical sembra essere abbastanza fitto.
Alla Prossima
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